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FAQ classificazione e registri I registri della voce

I registri della voce

  • Può spiegare chiaramente cosa sono i "registri" della voce?
  • La definizione è molto chiara già dal trattato del Garçia ed è ormai di dominio pubblico, anche se pare che pochi l'abbiano compresa. Se definisce registro una serie di suoni consecutivi e omogenei che vanno dal grave all’acuto, prodotti dallo sviluppo di uno stesso principio meccanico. Le corde vocali producono suoni, lo sanno tutti. Non tutti sanno, però, che il modo di produrre suoni non è, di norma, uguale, per tutte le note. E' abbastanza normale sentire le persone che, per svariate esigenze, cambiano il colore e l'inflessione della propria voce; pensiamo agli imitatori o agli attori, specie quelli comici. La laringe, strumento multiforme ed elastico, è in grado di adattarsi alle richieste di altezza di suono (note), colore, carattere, dinamica dei suoni da produrre. Le note che eseguiamo quando parliamo sono generalmente prodotte con una certa meccanica, cioè un determinato atteggiamento delle varie cartilagini e delle corde vocali, che potremmo chiamare correttamente "registro di voce parlata", e che corrisponde a quel registro che anticamente prese il nome di "registro di petto", termine ancora in uso, e che anche noi, per semplicità, utilizziamo. Se noi partiamo da una nota piuttosto bassa e cominciamo a salire con le note e con una qualunque vocale (esclusa la U, poi vedremo perché), ci accorgeremo a un certo punto che la voce diventa molto difficoltosa e rischiamo di gridare. Con oppurtuni accorgimenti, è possibile continuare a salire con le note senza che il suono diventi urlato; entriamo, cioè, in una diversa meccanica della laringe che ci consente di completare la nostra gamma vocale, che normalmente è di circa 2 ottave.Il registro acuto è la serie di suoni che l'istinto ha conservato per motivi esistenziali di difesa e offesa, cioè quello "della voce gridata", che anticamente fu denominato di falsetto negli uomini, e falsetto-testa nelle donne (diremo poi perché). Tra questi due registri solitamente, ma è una questione molto soggettiva, c'è una differenza di timbro e di carattere più o meno marcata e il passaggio dall'uno all'altro (maggiormente salendo che scendendo) è, sempre mediamente, abbastanza facilmente udibile.
  • Perché furono chiamati registro di petto, di falsetto e testa?
  • Per la verità nei trattati più antichi si trovano anche termini diversi, anche più "pericolosi" di questi. La meccanica dei registri, cioè le varie disposizioni della laringe, furono osservate solo nel 900, dunque prima tutta la questione dei registri veniva gestita e analizzata semplicemente dall'osservazione del timbro, dei colori, dei caratteri. Per certi versi bisognerebbe dire: beati loro, perché gli insegnanti, dovendo solo preoccuparsi del risultato sonoro, non combinavano i guai cui siamo avvezzi oggi, che in pressoché tutte le scuole del mondo si insegna il canto facendo pensare a parti interne, e conducendo gli allievi a difetti più o meno grossolani. Riprendendo: siccome nella produzione di note gravi, e quindi nel parlato, si percepivano delle vibrazioni piuttosto evidenti sullo sterno, si definì quel registro "di petto", pensando, probabilmente, che il torace contribuisse al carattere e al colore del suono (il che è anche vero). Queste vibrazioni, salendo, sparivano. Nelle note più acute, i soprani percepivano delle vibrazioni in varie parti del cranio, soprattutto anteriore, e quindi si pensò che fosse la testa a contribuire ai caratteri dei suoni acuti. Quello spazio di suoni tra quelli di petto e quelli di testa fu definito "falsetto" in quanto, soprattutto nelle donne ma anche negli uomini quando non davano piena forza, il timbro perdeva quella pienezza e corposità più evidenti nelle altre zone.
  • Nella questione dei registri c'è qualcosa di potenzialmente dannoso per chi si accinge a studiare canto? E' bene avere delle avvertenze?
  • Quando si studia canto lirico, cioè un canto estremamente impegnativo per il fisico e la mente, tutto può essere potenzialmente pericoloso, per questo bisogna sempre affidarsi a insegnanti competenti, meglio se a "maestri" di canto, ovvero persone che abbiano piena coscienza del proprio operato ed esemplifichino sempre ciò che pretendono dai loro allievi.  Dunque, ad esempio per un cantante maschio ignorare il passaggio al registro acuto - di falsetto - può costituire un grave problema; altrettanto pericoloso può essere per un soprano o - peggio - un mezzosoprano o contralto ignorare l'uso del registro di petto, oppure ignorare o conoscere erronamente dove si verifica il passaggio all'atteggiamento di testa. Occorre rispettare al massimo gli aspetti propri di ciascun registro per non escludere quell'elasticità e mobilità degli organi e delle forme che sono fondamentali per la produzione di suoni esemplari.
  • Lei parla quindi di due o tre registri nella voce?
  • I registri, cioè le "meccaniche" produttive sono fondamentalmente due, come dicevamo, il petto e il falsetto, ma nella donna quello superiore più correttamente è definibile come falsetto-testa, in quanto, a partire dal re4 (quello sul terzo rigo in chiave di violino) la voce delle donne incontra un nuovo ostacolo, cioè una diminuzione della zona di vibrazione della corda, cui corrisponde però una ulteriore maggiore tensione di questa, da vincere con un maggior impegno del fiato. Nel maschio in genere il registro di testa non è fuso con la voce di falsetto.
  • Il fiato in questo argomento c'entra qualcosa?
  • Il fiato è l'artefice di tutto! In quasi tutte le scuole di canto, supportate, purtroppo, dalle teorie dei foniatri che non possono conoscere l'Arte del canto e presumono cose verso le quali non hanno autentiche competenze, si conosce la meccanica laringea dei registri, e si studiano i movimenti di questa, e si fanno esercizi (!!) per favorire o meno quei movimenti; e nessuno considera la fondamentale importanza del fiato in tutto questo! Il fiato non ha lo stesso comportamento nei due registri, e se non lo si sa educare correttamente, i problemi saranno infiniti, e la voce non potrà mai essere educata perfettamente. Per quante conoscenze anatomico-fisiologiche si abbiano, il problema dei registri non potrà mai essere risolto se non da un vero maestro di canto.