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FAQ tecnica il canto sul fiato

il canto sul fiato

  • Ci può illustrare in cosa consiste il tanto mitizzato canto sul fiato?
  • Non credo ci sia cantante lirico che non dica di cantare sul fiato e non penso ci sia insegnante che non dica di insegnare a cantare sul fiato. Di fatto oggi non c'è nessuno che possa dire onestamente di sapere fare ciò, e penso nemmeno di saper spiegare in cosa consista. E' una virtù che si è pressoché persa. Prima della II Guerra Mondiale c'erano molti cantanti che si trovavano in questa condizione, pienamente o in buona parte, oltre a Schipa, che noi additiamo come esempio massimo di canto esemplare, anche Gigli, McKormack, Stabile, Pinza, Pertile, Ziliani, Molinari, De Luca, Basiola, ecc. dalle registrazioni pervenute ci fanno dire che sapevano cos'era un canto che si spandeva uniformemente nell'ambiente e  metteva in vibrazione l'aria contenuta, creando la condizione ideale per un canto veramente artistico, sublime. Negli ultimi decenni, che a noi risulti, cioè tra gli artisti che hanno raggiunto la celebrità, solo Renato Bruson e Alfredo Kraus hanno, occasionalmente, saputo esprimere un certo grado di canto sul fiato, senza, peraltro, portarlo ai massimi vertici.
    Cantare sul fiato significa semplicemente che nessun muscolo del cavo oro-faringeo entra in gioco attivamente nella produzione sonora. Nessuno, ripeto, nessuno che non abbia acquisito con una disciplina ferrea sotto una guida artistica, è in grado di emettere suoni senza che vi siano interferenze valvolari o muscolari. Chiariamo meglio quest'ultimo punto. La laringe, dal punto esistenziale, è una valvola, che a seconda delle necessità fisiologiche, viene richiamata dall'istinto ad aprire o chiudere il condotto aereo. Esiste, quindi, un legame tra fiato-diaframma e laringe, che si muovono parallelamente, ovvero al sollevamento dell'uno corrisponde sollevamento dell'altro e viceversa. Questo legame per esprimere un canto esemplare deve essere interrotto, altrimenti la laringe non sarà in grado di collocarsi nella posizione più idonea alle richieste dell'esecutore in merito ad altezza, colore, intensità, volume dei vari suoni (per questo noi diciamo no alla posizione fissa e forzata della laringe). Quindi il canto sul fiato necessita della creazione di un "tubo" compreso tra diaframma e labbra, dove la laringe possa liberamente muoversi in base alle necessità canore e non a quelle fisiologiche (ovviamente bisogna che non ne ricorrano).